^Back To Top
foto1 foto2 foto3 foto4 foto5

CHE COS'È LA PSICOMOTRICITÀ?

La psicomotricità è un concetto di sviluppo psicologico che si riferisce alla struttura corpo-mente dell’essere umano in relazione con il mondo esterno.

La pratica psicomotoria educativa e preventiva, secondo la metodologia di B. Aucouturier, è una attività che accompagna le attività ludiche del bambino. E’ concepita come un percorso di maturazione che favorisce il passaggio “dal piacere di agire al piacere di pensare” e rassicura il bambino nei confronti delle sue angosce.

E' il piacere di giocare con il corpo, di costruire e distruggere, di immaginare e rappresentare le proprie fantasie e attraverso questo poter rielaborare le proprie emozioni, le proprie paure, le proprie angosce e superarle.

A chi è rivolta la psicomotricità?

“L’attività è rivolta a bambini fino al termine dell’età evolutiva, intendendo con ciò fino all’età pre-adolescenziale. Ci si occupa di difficoltà riscontrabili nel normale percorso di crescita come quelle  comportamentali (come l'aggressività, la difficoltà d’adattamento, l’intolleranza alla frustrazione…), relazionali (l'eccessiva timidezza, la troppa loquacità, le difficoltà d’individuazione/separazione dalla figura materna…), ed inoltre di Disturbi Specifici dello Sviluppo (disprassia, disgrafia, ritardo psicomotorio, maldestrezza….), del Disturbo da Deficit d’Attenzione/Iperattività, di Ritardo Mentale, fino ai Disturbi dello Spettro Autistico”.

 

I concetti su cui si basa la psicomotricità

Il bambino, in quanto tale, esprime le sue emozioni (paure, affetti, sensibilità, eccetera) principalmente attraverso il corpo, perché - almeno fino alla pre-adolescenza - è questo il tramite essenziale attraverso cui egli manifesta anche i contenuti della sua mente e della sua psiche.  Le sedute sono ambientate in luoghi caldi, colorati, in presenza di svariati attrezzi e materiali non strutturati, palline, cuscini, materassi, assi di legno…Qui i bambini giocano, si relazionano e interagiscono con gli psicomotricisti.  Attraverso il gioco, in sedute individuali o di gruppo, e secondo modalità e stimoli che i terapisti propongono, gradualmente i bambini si aprono, mettendo in luce - più o meno consapevolmente - le emozioni, le paure e i problemi. Gli psicomotricisti tendono ad instaurare un rapporto privilegiato e empatico, che può portare alla risoluzione di diverse problematiche legate alla crescita e alla relazione con i coetanei e l'ambiente che li circonda.

 

Come funziona una seduta di psicomotricità?

C'è differenza tra le terapie individuali e le sedute di psicomotricità di gruppo. Comunque si tende a giocare e coinvolgere il bambino puntando sulle sue capacità e punti di forza. Inizialmente si tende soprattutto ad instaurare una relazione, cercando un contatto con le sue specifiche modalità espressive; per esempio al taciturno non si chiede di parlare, come non si pretende dall'irrequieto che si tranquillizzi subito. In questo modo si dà a tutti l'opportunità di comportarsi nel modo più naturale e spontaneo; il progetto poi si sviluppa secondo una “regia” che guida l’attività condivisa in una direzione evolutiva per il bambino. Per quanto riguarda il gruppo, si cerca di calibrarne la composizione, avvicinando con misura personalità contrapposte (ad esempio, il timido con l’aggressivo); il confronto è assai utile, è il primo passo per prendere coscienza del proprio io.

 

Ogni bambino avrebbe bisogno di un setting come questo!

I bambini, all'interno della sala psicomotoria, giocano in un ambiente caldo, colorato, protetto. Con un adulto che si rotola per terra come loro, che parla il loro linguaggio, che li capisce e che - talvolta - gli “legge dentro”. Stanno bene e la riprova è che non vorrebbero mai andare via. La psicomotricità è una attività che sviluppa il potenziale psicologico, espressivo, funzionale e sociale del soggetto. Perciò la psicomotricità è utilizzata anche in ambito educativo, come un’esperienza per tutti.

 

Presa in carico di bambini con importanti disturbi mentali o fisici

Nei casi di patologia conclamata o disabilità, è fondamentale il lavoro “in rete” facendo da tramite fra famiglia, scuola e neuropsichiatra (o psicologa) di riferimento. E’ un modello di lavoro efficace e all’avanguardia, che prevede in alcuni casi la collaborazione anche di altre figure professionali, come ad esempio la pedagogista o la logopedista.

Gioco bambini

Copyright 2017  Motoriamente.itRocket Kids